Contesto
Chi canta, chi, dove e quando?
Musica e suoni
Dai canti liturgici alla musica trance, dal respiro solitario alle grandi assemblee: trenta tradizioni rimettono la loro storia, poi dieci percorsi per imparare ad ascoltare con attenzione e rispetto.
Il metodo Orabel
Ogni voce distingue la pratica rituale, la musica da concerto e gli adattamenti contemporanei. I link di ascolto aprono una ricerca mirata su una piattaforma esterna; Orabel non ospita alcuna registrazione.
Chi canta, chi, dove e quando?
Semplici spunti per sentire voci, ritmo, testo e silenzio.
Artisti, album e archivi integrati direttamente in ogni voce.
Le canzoni pubbliche si distinguono dalla conoscenza riservata o rituali.
Le prime quattro fermate
Proclamazione, devozione, offerta collettiva o creazione personale: la parola "spirituale" non significa un solo suono.
Europa occidentale
Il canto gregoriano è il principale repertorio latino-chiamato della Chiesa Cattolica Romana. Monodico e normalmente non accompagnato, organizza la proclamazione di testi della Messa e uffici secondo modalità melodiche trasmesse da manoscritti e poi da insegnamento corale.
Subcontinente indiano
qawwali è una forma di musica devozionale Sufi in Asia meridionale, in particolare legato al Shishtiyya e ai santuari dei santi. Un solista, un coro di intervistati e percussionisti aumentano l'intensità intorno a poesie in persiano, urdu, hindi, punjabi o altre lingue.
Bali, Indonesia
A Bali, la parola gamelan si riferisce all'insieme degli strumenti e dei musicisti che la suonano. Molti tipi di gamelan accompagnano templi, processi, cremazioni, danze e teatro. Non tutti sono sacri e le loro funzioni non sono intercambiabili.
Stati Uniti e poi scena internazionale
«Jazz spirituale» è una categoria critica applicata a opere che uniscono improvvisazione, ricerca religiosa, coscienza nera, influenze africane o asiatiche e aspirazione alla trascendenza. Non tutti gli artisti hanno rivendicato la stessa etichetta.
10 viaggi di ascolto guidati
Ogni corso offre un ordine, durata e precauzioni. Non pretende di causare una particolare condizione o di riprodurre una cerimonia.
Stai attento a calmarti. · da 35 a 50 min
Raccolta · da 40 a 60 min
Devozione · da 35 a 55 min
Comunione · da 30 a 45 min
Memoria e paesaggio · da 35 a 50 min
Lamento e speranza · da 45 a 65 min
Gioia collettiva · da 35 a 55 min
Intensità · da 45 a 70 min
Appeasement · da 25 a 35 min
Introduzione · da 70 a 95 min
Atlante sonoro
Cercate una tradizione, una regione, uno strumento, un artista o una funzione come la preghiera, la celebrazione o la trasmissione.
30 tradizioni visualizzate
Europa occidentale
Il canto gregoriano è il principale repertorio latino-chiamato della Chiesa Cattolica Romana. Monodico e normalmente non accompagnato, organizza la proclamazione di testi della Messa e uffici secondo modalità melodiche trasmesse da manoscritti e poi da insegnamento corale.
Mediterraneo orientale e mondi ortodossi
Il canto bizantino si riferisce ad una tradizione liturgica monodica legata alle chiese di rito bizantino. Il greco, arabo, slavo, rumeno, georgiano e altri mondi hanno sviluppato modi distinti di cantare, tuttavia: per raccoglierli sotto un'unica etichetta non dovrebbe cancellare questa pluralità.
Stati Uniti, comunità afro-americane
Gli spirituali sono canzoni religiose create dagli africani schiavizzati e dai loro discendenti negli Stati Uniti. Il vangelo moderno nasce poi dalle tradizioni della Chiesa Nera, dal blues, dagli inni e dalle innovazioni urbane. Sono legati, ma non un genere senza tempo.
Taizé, Borgogna, Francia
I canti di Taizé sono brevi frasi bibliche o liturgiche, ripetute in canonico o ostinato. Sono state sviluppate per la preghiera della comunità ecumenica e l'accoglienza di migliaia di giovani che parlano lingue diverse.
Comunità ebraiche in Medio Oriente, Europa e Diaspora
La cantilazione biblica mette la Torah, i Profeti e altri libri nella voce secondo i segni chiamati te-a-amim. Questi indicano sia accentuazione, sintassi e contorno melodico. Salmi e preghiere hanno altri usi cantati, variando fortemente secondo i riti.
Europa orientale, comunità hasidiche
Un nigun è una melodia devozionale; molti nignum hassidici usano sillabe senza significato lessicale. Possono accompagnare un raduno, una tavola da festa, una danza, un momento contemplativo o una preghiera, a seconda della discendenza e del contesto.
Penisola araba e mondo musulmano
La recita del Corano, o tilāwa, segue le regole di pronuncia e articolazione raggruppate sotto il nome di tajwīd. Anche se può essere melodia, non è generalmente considerato come musica da musulmani; Orabel rispetta questa distinzione presentandolo come un'arte vocale sacra.
Anatolia, ordina mevlevi
Nell'ordine mevlevi legato a Jalāl al-Dīn Rūmī, il samāʿ indica una cerimonia di ascolto spirituale, la cui forma più nota è il sema dei dervisci rotanti. Musica, poesia, saluti rituali e rotazione formano un insieme codificato.
Subcontinente indiano
qawwali è una forma di musica devozionale Sufi in Asia meridionale, in particolare legato al Shishtiyya e ai santuari dei santi. Un solista, un coro di intervistati e percussionisti aumentano l'intensità intorno a poesie in persiano, urdu, hindi, punjabi o altre lingue.
Subcontinente indiano
La parola bhajan copre molte canzoni devozionali indù, in lingua classica o in lingua volgare. Non significa una forma musicale unica: un brano domestico molto semplice, una canzone tempio e una performance concertistica possono tutti portare questo nome.
India, poi il mondo diaspora
Il kīrtan è una pratica di canto devozionale, spesso responsabile, particolarmente importante in diverse correnti bhakti. Può raccontare la vita di una divinità, commentare una poesia o ripetere un nome sacro. I suoi stili bengali, marathi, sikh o globalizzati devono essere distinti.
Punjab e Sikh diaspora
Il Gurbānī kīrtan musiche l'inno del Guru Granth Sahib. Il testo sacro è organizzato secondo ragas, e la canzone occupa un posto centrale nel gurdwara. La parola kīrtan è condivisa con altre tradizioni indiane, ma il suo significato Sikh è specifico.
India
I canti vedici trasmettono oralmente testi sanscriti del Veda secondo regole di accento, durata e sequenza. Diversi metodi di recitazione ripetono le parole in precisi ordini per controllare la fedeltà del testo.
India meridionale
La musica carnatica è una grande tradizione classica dell'India meridionale. Una parte importante del repertorio è devozionale: le composizioni di Tyāgarāja, Muttusvāmi Dīkṣitar, Śyāma Śāstri e altri autori invocano le divinità esplorando rāga e tāla.
Tibet, Himalaya e Diaspora
Le tradizioni buddhiste tibetane impiegano recitazioni di testi, mantra, strumenti e canti monastici in rituali molto diversi. Le celebri voci gravi multifoniche di alcuni monasteri rappresentano solo una parte di questo universo sonoro.
Giappone, Tendai e Shingon scuole buddhiste, tra gli altri
Shōmyō è un brano rituale buddista giapponese, particolarmente associato alle scuole di Tendai e Shingon. Si adatta alle lingue, alle liturgie ed all'estetica giapponese.
Giappone
Gli honkyoku sono brani solistici per shakuhachi trasmessi da diverse scuole. Sono spesso associati ai komusō della setta Fuke e alla pratica del suizen, «meditazione attraverso il soffio», ma i legami storici tra musica, zen e identità religiosa sono complessi.
Giappone
Kagura è una raccolta di musica rituale e danze legate a Shintō. Le forme di cortile, santuario e villaggio sono molto diverse. Alcuni accolgono il kami; altri raccontano miti o accompagnano un festival locale.
Bali, Indonesia
A Bali, la parola gamelan si riferisce all'insieme degli strumenti e dei musicisti che la suonano. Molti tipi di gamelan accompagnano templi, processi, cremazioni, danze e teatro. Non tutti sono sacri e le loro funzioni non sono intercambiabili.
Marocco, subsahariana e patrimonio islamico
Le Gnawa sono comunità marocchine la cui musica unisce i beni delle popolazioni subsahariane sfollate, dell'Islam e delle pratiche rituali. La lila, guidata da un maâlem, organizza canzoni, colori, incenso e cicli musicali durante una notte.
Paesi yorùbá, Nigeria e Benin
Le tradizioni Yorùbá uniscono canto, poesia, tamburi parlanti e danza con orisha. Ogni divinità ha ritmi, storie, colori e gesti distinti. Le pratiche locali differiscono, e le loro forme diasporiche hanno continuato ad evolversi nelle Americhe.
Brasile, in particolare Bahia
Nelle case di Candomblé, canzoni, lingue liturgiche, tamburi e danze ordinano il rapporto con orixás, vodun o inquisizioni secondo il rituale 'nazione'. Ketu, Jeje e Angola non condividono esattamente gli stessi repertorio o concezioni.
Haiti e diaspora
Il Vodou haitiano organizza i suoi canti e ritmi secondo le famiglie rituali e l'lwa servito. La musica non è un arredamento: guida la cerimonia, sostiene la danza, chiama menti e trasmette storie, valori e commenti sociali.
Giamaica
Nyabinghi si riferisce sia a una villa di Rastafari, incontri spirituali e una tradizione di tamburi e canzoni. Le basi combinano letture, ragionamento, preghiera e musica in una prospettiva di liberazione nera, unità e lode a Jah.
Siberia e Asia settentrionale
L'espressione siberiano canzoni sciamaniche sono imperfettamente composto di Touva, Iakut, Evenk, Burian, Altai e molti altri. Lo specialista rituale, le sue canzoni, tamburo e cosmologia differiscono a seconda della lingua, clan e territorio.
Sápmi, Norvegia settentrionale, Svezia, Finlandia e Russia
Joik è una tradizione vocale Sámi. Una melodia può evocare una persona, un animale o un paesaggio; ha spesso parole e poche parole. Termini e stili cambiano secondo le lingue Sámi: luohti, vuelia, leu-dd e altri non sono strettamente equivalenti.
Americhe, una vasta gamma di nazioni
Non esiste una musica nativa unica americana. Centinaia di nazioni hanno lingue, canzoni, protocolli ed estetica distinti. Questa voce è limitata a canzoni, pow-wows e creazioni che i loro interpreti hanno scelto di presentare pubblicamente.
Aotearoa Nuova Zelanda
Karakia indica formule recitate o cantate legate all'apertura, alla protezione, al lavoro o al rito. Waiata riunisce molte forme di canto: lamenti, canti d'amore, genealogie e moderne action song. I due termini non sono sinonimi.
Stati Uniti e poi scena internazionale
«Jazz spirituale» è una categoria critica applicata a opere che uniscono improvvisazione, ricerca religiosa, coscienza nera, influenze africane o asiatiche e aspirazione alla trascendenza. Non tutti gli artisti hanno rivendicato la stessa etichetta.
Europa, seconda metà del XX secolo
L'espressione talvolta contestata del sacro minimism è simile a compositori come Arvo Pärt, John Tavener e Henryk Górecki. I loro stili, storie e teologie differiscono, ma alcune opere utilizzano lentezza, consonanza, ripetizione e testi religiosi per creare una forte attenzione contemplativa.