Definizione
Una relativa assenza di rumore o di linguaggio che possa promuovere il riposo, l'ascolto, la contemplazione e l'auto-percezione.
Il silenzio può essere esterno, quando i suoni diminuiscono, o interno, quando l'agitazione mentale perde la sua intensità. Può promuovere l'ascolto, la contemplazione e il riposo. Può anche essere scomodo o usato per escludere e punire: il suo valore dipende dall'intenzione, dal contesto e dal consenso.
Da ricordare
- Crea spazi senza stimolazione
- Ascolta ciò che appare in pace
- Non imporre il silenzio come punizione
- Alternate silenzio, discorso e relazione
Origine del termine e contesto
Il silenzio è un'antica pratica spirituale, presente nei ritiri monastici, nello yoga, nel buddhismo, nel quakerismo e in vari modi contemplativi.
Perché è importante?
I periodi di silenzio possono ridurre il sovraccarico sensoriale e sostenere l'introspezione. Il silenzio può essere anche sottoposto o usato come punizione: il suo significato dipende dal contesto.
- Ridurre il sovraccarico sensoriale
- Incoraggiare la riflessione
- Aiutare alcune persone a recuperare
- Diventa difficile quando reagisce solitudine o ansia
Come posso esercitarmi?
- Iniziare con 10 minuti senza schermo
- Camminare senza cuffie
- Crea uno spazio tranquillo a casa
- Alternare silenzio e scambio
Idee preconcette e punti di attenzione
- Il silenzio non è sempre pacifico.
- Stare zitti non significa ascoltare.
- Non dovrebbe essere usato per evitare un bisogno indefinito di dialogo.
Prospettive di diverse tradizioni
- Cristianesimo monastico: grande silenzio.
- Buddhismo: ritiri silenziosi.
- Quakerismo: culto in comune silenzio.
Per andare oltre
- Silenzio Erling Kagge
- Silenzio — Thich Nhat Hanh