Definizione
La capacità di avere esperienza soggettiva e, a seconda del contesto, di percepire, riflettere o giudicare moralmente.
La coscienza può significare avere un'esperienza soggettiva, conoscere se stessi e il mondo, o coscienza morale. Filosofia, neuroscienza, psicologia e spiritualità non sempre la usano allo stesso modo. Rimane uno dei soggetti più difficili da definire.
Da ricordare
- Distingui coscienza, attenzione e coscienza morale
- Specificare il significato utilizzato
- Riconoscere le attuali limitazioni della conoscenza
- Evitare di confondere l'esperienza soggettiva con la spiegazione scientifica
Origine del termine e contesto
La parola viene dal latino cosciente, "conoscendo con." Copre la coscienza fenomenale, l'autocoscienza, la vigilanza e la coscienza morale.
Perché è importante?
La coscienza è al crocevia di filosofia, neuroscienza, psicologia e spiritualità. Nessuna teoria è ormai consenso.
- Consenti esperienza e riflessione
- Sostenere l'autoregolamentazione
- Essere oggetto di ricerca interdisciplinare
- Restare parzialmente inspiegabile
Come posso esercitarmi?
- Distingui la vigilanza, la coscienza di sé e la morale
- Osservare l'esperienza senza concludere troppo in fretta
- Confrontare approcci filosofici e scientifici
- Tenere un posto in dubbio
Idee preconcette e punti di attenzione
- La coscienza non è definita in modo unico.
- Le neuroscienze non hanno risolto completamente il problema.
- Le credenze spirituali non sono prove scientifiche.
Prospettive di diverse tradizioni
- Vedānta: la consapevolezza come realtà fondamentale secondo alcune scuole.
- Buddhismo: analisi della coscienza senza sé permanente.
- Filosofia occidentale: spirito, soggettività e intento.
Per andare oltre
- L›Uomo neurale
- Coscienza spiegata
- La mente cosciente